Etichettatura ambientale imballaggi – obbligo rinviato al 30 giugno 2022

Etichettatura ambientale imballaggi – obbligo rinviato al 30 giugno 2022

Il decreto ‘milleproroghe’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale rinvia al 30 giugno 2022 la data di applicazione della disciplina (quindi non più il 1° gennaio 2022). Allo stesso modo, i prodotti che alla data del 1 luglio 2022 risultino già immessi in commercio sebbene privi di etichettatura potranno essere commercializzati fino a esaurimento scorte. La norma prevede che entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento il Ministro della Transizione Ecologica  adotti, con decreto di natura non regolamentare, le linee guida tecniche per l’etichettatura.

L’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi che interessa principalmente i produttori/importatori di materiali da imballaggio/imballaggi e tutti coloro che utilizzano imballaggi per commercializzare la propria merce.

Con il Decreto legislativo 116/2020, che recepisce le direttive UE 2018/851-852 sui rifiuti, sugli imballaggi ed i rifiuti di imballaggio, viene introdotto l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi al fine di facilitarne la raccolta, il riutilizzo ed il riciclaggio e di fornire una opportuna informazione ai consumatori sulla loro destinazione a fine vita.

Diventano co-responsabili delle informazioni ambientali degli imballaggi tutti i soggetti della filiera, a partire dai produttori di materiali di imballaggio fino a coloro che utilizzano il packaging per proteggere e/o confezionare le proprie merci; i produttori, in particolare, sono tenuti ad identificare il materiale d’imballaggio attraverso la codifica identificativa prevista dalla Decisione 97/129 CE avendo certezza della effettiva composizione merceologica dell’imballaggio nonché a fornire informazioni sulla destinazione finale dei rifiuti di imballaggio.

Pertanto le informazioni necessarie per una corretta etichettatura sono molto spesso condivise tra il produttore e l’utilizzatore dell’imballaggio stesso, in ragione del suo effettivo utilizzo. Tale modus operandi è disciplinato dagli operatori attraverso accordi commerciali che ne definiscano la responsabilità e gli oneri ricadenti sugli stessi in maniera condivisa. Sono previste sanzioni per qualsiasi soggetto della filiera immetta sul mercato interno imballaggi privi dei requisiti stabiliti.

I contenuti da riportare sull’etichettatura ambientale degli imballaggi siano diversi, a seconda della destinazione d’uso dell’imballaggio:

  • Se l’imballaggio è destinato al consumatore finale (B2C), sono obbligatorie sia la codifica alfanumerica identificativa del materiale come da Decisione 129/97/CE, che le informazioni per supportare il consumatore finale alla corretta raccolta differenziata dell’imballaggio;
  • Se l’imballaggio è destinato al canale professionale (B2B) oppure nel caso di imballaggi da trasporto o legati alle attività logistiche o di esposizione, i contenuti previsti per obbligo riguardano unicamente la codifica alfanumerica identificativa del materiale, mentre hanno carattere di volontarietà ulteriori informazioni aggiuntive sulla raccolta.

L’etichetta ambientale deve essere redatta per tutte le parti separabili manualmente dell’imballaggio e le informazioni potranno essere riportate sulle singole componenti separabili oppure sul corpo principale dell’imballaggio.  

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